A cinque anni dalla scomparsa di Franco Battiato, torna nella sua forma originale “Bananananda”, l’opera prima di Leonardo Anfolsi, scritta negli anni Novanta e oggi ripubblicata nella sua versione autentica.
Non si tratta solo di un libro sulla spiritualità, ma di un’esperienza di lettura che attraversa senza soluzione di continuità Zen, Dzogchen, filosofia occidentale e tradizioni contemplative, muovendosi in un flusso di coscienza libero, ironico e profondamente umano. Dalla metafisica della banana al silenzio del sanzen, da Eraclito ai baba nath sulle rive del Gange, il testo dissolve le tradizionali categorie del pensiero spirituale per restituire al lettore la dimensione dell’esperienza diretta. Lontano dai manuali di autoaiuto e dalle promesse di facili trasformazioni, non indica una via da seguire né propone risposte definitive. È piuttosto un invito ad abitare il presente, l’unico tempo che realmente esiste, attraverso uno sguardo capace di coniugare profondità, leggerezza e radicale libertà interiore.